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lunedì 15 settembre 2014

Peperoncini tondi farciti al tonno

Eccoci qua alle prese con gli ultimi raccolti del nostro orto: oramai è rimasto veramente poco dell'abbondanza di prodotti che invece abbiamo raccolto durante l'estate (anche se questo 2014, un po' pazzo con le tante piogge estive, ci ha regalato strane sorprese nell'orto ...tanta abbondanza e tanta scarsità di alcuni prodotti hanno fatto da padrone...senza che nessuno in realtà se lo aspettasse...) ma cerchiamo comunque di utilizzare e conservare al meglio questi ultimi regali che i nostri orti ci stanno dando!
Un settembre così caldo ancora ci può dare tanti prodotti e quindi tanti spunti!

Per chi avesse seminato dei peperoncini rossi tondi questa è la ricetta ideale per conservarli e gustarli durante i prossimi mesi! Vediamo insieme come fare i famosi peperoncini tondi farciti al tonno (quelli che troviamo in vasetto sullo scaffale del supermercato...di solito di ottima qualità ma decisamente costosi – giustamente perché vengono lavorati e farciti interamente a mano...): sembrano tanto difficili ma in realtà non lo sono...la lavorazione è un po' lunga (almeno la prima volta) ma se si ha un ottimo aiutante come ho avuto io (“sfruttiamo” un po' questi mariti!!) il lavoro diventa molto più semplice e veloce!

Come preparare i peperoncini tondi farciti al tonno:
Ingredienti:
  • Peperoncini rossi tondi: circa 20
  • Tonno sottolio: 80 gr
  • Capperi sotto sale: una manciata
  • Aceto
  • Olio extra vergine d'oliva
  1. Laviamo bene i capperi, asciughiamoli e uniamoli al tonno sgocciolato: tritiamo il tutto nel mixer fino ad ottenere un composto omogeneo e saporito.


  2. Scottiamo in acqua e aceto bollenti i peperoncini rossi tondi interi per circa 2/5 minuti: scoliamo immediatamente e sciacquiamoli subito sotto un getto di acqua fredda in modo da farli rimanere sodi.



  3. Appena raffreddati con un coltellino ben affilato eliminiamo la parte apicale con il picciolo e anche tutti i semi interni, aiutandoci con un cucchiaino e stando attenti a non bucare il peperoncino che dopo andrà farcito.



  4. Riempiamo i peperoncini rossi tondi con il ripieno al tonno.




  5. Sistemiamo i peperoncini rossi tondi nei vasetti (precedentemente sterilizzati in acqua bollente) cercando di mantenerli diritti: colmiamo il tutto con un buon olio extra vergine di oliva coprendo interamente il tutto.



  6. Se consumiamo subito i peperoncini tondi farciti al tonno chiudiamo i barattoli e conserviamoli in frigorifero; se intendiamo conservarli in dispensa sterilizziamo i barattoli per circa 10 minuti

    Il consiglio di Papero Blu: a seconda della qualità di peperoncino rosso tondo che utilizziamo stiamo attenti al grado di piccantezza: per non avere brutte sorprese utilizziamo dei guantini monouso per la lavorazione del peperoncino!

Dall'orto alla tavola...BUON APPETITO!

lunedì 28 ottobre 2013

Castagne: dal bosco alla tavola!

Quando arriva l'autunno il primo prodotto della natura che ci viene in mente sono le castagne: belle da vedersi e ottime da mangiare, le castagne sono uno dei prodotti più nutrienti della stagione.
I frutti del castagno, in realtà, sono i ricci (l'involucro spinoso, che potremmo comunque utilizzare per decorazioni di tavole o composizioni da tenere in casa) ma noi gusteremo e prepareremo i semi del castagno, cioè il frutto farinoso e dal colore esterno marrone-scuro lucido che tutti conosciamo!

Non si trovano in tutte le regioni italiane (principalmente in Sicilia, Campania, Lazio, Toscana e Piemonte) e sono state un elemento fondamentale nell'alimentazione delle generazioni passate, in quanto di facile reperibilità e ricche di amido (e quindi nutrienti come la pasta, il pane ed i cereali).

Non sono certo un alimento poco calorico ma la loro dolcezza e bontà farà dimenticare per un attimo la linea (soprattutto le caldarroste perché, perdendo acqua, l'amido si trasforma in zucchero semplice)! Dall'altro canto ricordiamo che le castagne, ricche di fibre, facilitano la risoluzione di disturbi gastrointestinali, riequilibrando la flora batterica (sono consigliate per chi fa molta attività fisica ma non per i diabetici, visto proprio l'alto contenuto di zuccheri).

Vediamo insieme come preparare le caldarroste: sembra (ed è) una ricetta facile da fare ma con l'accorgimento di qualche piccolo trucco in cucina diventeranno ancora più buone!
 
Come preparare le caldarroste:
Ingredienti:
  • Castagne (meglio se abbastanza grosse, perchè con più polpa, e integre, senza buchi o macchie)
  1. Con un coltellino appuntito e affilato intacchiamo la superficie praticando un taglio di circa 3-4 cm di lunghezza fino ad arrivare alla polpa.
  2. Immergiamole in una bacinella d'acqua per qualche minuto: in questo modo assorbiranno un po' di quell'acqua che poi evaporerà in abbondanza durante la cottura.
  3. In commercio ci sono le padelle bucherellate costruite appositamente per fare le caldarroste: consiglio di usare questa padella nel forno a legna oppure sulla brace perchè in questo modo ne viene esaltato il sapore (un po' come quello che si assapora nelle bancherelle ambulanti che troviamo in questo periodo agli angoli delle nostre città...); in alternativa possiamo usare la semplice teglia da forno, avendo cura di rivestirla con della carta forno perchè le castagne tendono ad attaccarsi sul fondo.
  4. Cuociamo in forno, a fuoco lento, per circa 40 minuti
  5. Il consiglio di Papero Blu: per sbucciare più facilmente le caldarroste, una volta cotte, avvolgiamole in un canovaccio bagnato, stringiamo fino a formare una caramella e sfreghiamo per qualche minuto: in questo modo la buccia verrà via più facilmente! Ottime con un buon bicchiere di vino rosso (toscano).


Un ultimo consiglio per la nostra salute e il divertimento: oltre ad essere molte costose, le castagne che acquistiamo in giro per supermercati ci tolgono la poesia del periodo autunnale...meglio se vi vestite, uscite e andate a fare una bella passeggiata nel bosco alla ricerca di questo prodotto: in questo modo farete movimento fisico e passerete un po' di tempo con le persone che più vi stanno a cuore e potrete poi condividere con loro una serata scoppiettante mentre le caldarroste si cuoceranno!

 




Dall'orto (ops..bosco!) alla tavola...BUON APPETITO!
 
Un ringraziamento ad Alessio che ha raccolto, si è punto le dita, ha inciso, ha cotto...
ha mangiato!!

mercoledì 23 ottobre 2013

Marmellata di peperoncini piccanti

Visto che siamo alla fine della temperatura mite e nel nostro orto possono essere rimaste ancora alcune piante di peperoncino, affrettiamoci a raccoglierne i frutti (anche verdi, matureranno poi anche se staccati dalla pianta) prima che arrivino le prime gelate invernali e conservarli per consumarli durante l'inverno.

Un ottimo utilizzo del peperoncino è sicuramente farci la marmellata, ideale per essere accompagnata con formaggi stagionati. Vediamo insieme come farla!


Marmellata di peperoncini piccanti (rigorosamente dell'orto)

Ingredienti per 3 barattoli circa da 250 gr
  • Peperoncini rosso piccante fresco: 200 gr
  • Peperoni rossi: 800 gr
  • Zucchero: 500 gr
  • Sale: 1 grosso pizzico
  • Mela: 1 spicchio

  1. Sterilizziamo i vasetti in vetro che utilizzeremo per la conservazione della nostra marmellata: mentre asciugheranno noi la prepareremo!
  2. Laviamo e asciughiamo i peperoni, togliamo i piccioli e puliamoli di tutti i semi e dei filamenti bianchi interni. Tagliamo a listarelle o tocchetti.
  3. Laviamo e asciughiamo i peperoncini, togliamo il picciolo e puliamoli di tutti i semi e dei filamenti bianchi interni. Tagliamo a listarelle o tocchetti.
  • In questa fase se abbiamo paura del piccante dei peperoncini mettiamoci dei guanti in lattice
  1. Mettiamo i peperoni e i peperoncini a pezzetti in una casseruola; aggiungiamo lo zucchero semolato, il sale, lo spicchio di mela e cuociamo a fuoco molto lento.
  2. Copriamo la pentola con un coperchio lasciando uno sfiato per il vapore e facciamo cuocere per circa 1 ora. Trascorso il tempo necessario spengiamo il fuoco e passiamo il tutto con un mixer ad immersione. Soffermiamoci a lungo sulle bucce, in modo da fare fuoriuscire più polpa il possibile.
  3. Rimettiamo il composto sul fuoco basso e, rimestando spesso, facciamo cuocere per un’altra mezz’ora.
  4. Quando la marmellata sarà densa preleviamone un cucchiaino e lasciamone cadere una goccia su piatto: se resta compatta la nostra marmellata è pronta da invasare! Altrimenti se la goccia scivola via e non risulta compatta, proseguiamo la cottura per il tempo necessario mescolando frequentemente.
    Marmellata di peperoncini piccanti
  5. Appena pronta, invasiamo subito con l'aiuto di un colino nei contenitori, chiudiamo con i tappi e rovesciamo i vasetti, coprendoli con un panno scuro. Lasciamoli così fino a quando non si saranno raffreddati e non si sarà attivata la chiusura ermetica del sottovuoto. La nostra marmellata è pronta per essere conservata...e mangiata!

Dall'orto alla tavola....BUON APPETITO!

martedì 15 ottobre 2013

Cucuzzedda e Tenerumi

Ho avuto la fortuna di vivere per alcuni mesi (estivi) in Sicilia, e precisamente a Caltagirone, dove tra le tante verdure che affollavano i banchi del mercato del sabato ne spiccava una...la zucchina lunga serpente di Sicilia!

Imponente per il suo aspetto e la sua lunghezza, questa zucchina è poco conosciuta ma molto apprezzata nel momento in cui la si assaggia e si impara a cucinarla.

In Sicilia viene proposta come minestra calda in estate e, paradossalmente viste le alte temperature siciliane, è considerata una pietanza “rinfrescante”, grazie alle sue grandissime proprietà diuretiche e disintossicanti.

Zucchina lunga serpente di Sicilia

Come si coltiva la zucchina lunga serpente di Sicilia nel nostro orto: 

Difficilmente si trovano in vendita le piantine già grandi da trapiantare: basterà trovare in un negozio specializzato una bustina di semi e...far crescere le piantine!

La pianta della zucchina lunga è molto grande ed è rampicante: nel nostro orto necessiterà quindi di un luogo ben soleggiato e un appoggio stabile su cui far avvolgere i suoi lunghi rami.

Le foglie, di colore verde chiaro, sono molto grandi e ricoperte da una piccola peluria: queste sono i Tenerumi.

La zucchina che cresce è la cosiddetta Cucuzzedda: cresce in pochi giorni ed è impressionante la lunghezza che raggiunge (se la si lascia crescere si trasformerà in zucca, ma è talmente tanto buona e tenera che sarebbe un peccato!).

È importante annaffiarla spesso e, via via che le foglie diventano grandi e perdono il loro verde vivace, è indispensabile toglierle in modo da pulire la pianta e permettere alle nuove foglie e zucchine di crescere rigogliose.

Come si cucina la Minestra con i Tenerumi (e la Cucuzzedda):

Ingredienti per 5/6 persone
  • Tenerumi: 30 foglie circa, scegliendo quelle più belle e tenere
  • Cucuzzedda: 1
  • Pomodoro: 2 pomodori rossi freschi oppure 3-4 pomodori pelati
  • Cipolla: 1
  • Patata: 2
  • Spaghetti o pasta corta da brodo: 200 gr
  • Sale
  • Peperoncino
  • Olio
  1. Laviamo accuratamente i Tenerumi con abbondante acqua in modo da eliminare completamente polvere ed eventuali animaletti (soprattutto piccole chiocciole golose di queste tenere foglie).
    Facciamo bollire una pentola d'acqua e cuociamo i Tenerumi per 30 minuti circa (o comunque fino a quando non siano diventati teneri).
    Scoliamo e facciamo delle palline con le foglie strizzate.
    Teniamo da parte l'acqua dove abbiamo cotto i Tenerumi: quest'acqua scura è la componente altamente diuretica.
  2. In una pentola capiente mettiamo olio, la cipolla tagliata fine, le patate a pezzi piccoli, la Cucuzzedda tagliata a tocchetti (sbucciamo la zucchina con un pelapatate e togliamo eventualmente la parte interna e bianca che altrimenti potrebbe sfaldarsi). Lasciamo soffriggere per qualche minuto e poi aggiungiamo l'acqua di cottura dei Tenerumi: dovrà cuocere per circa 40 minuti.
  3. Aggiustiamo di sale e peperoncino.
    Tagliamo in maniera grossolana le palline che abbiamo fatto con i Tenerumi e mettiamoli insieme a tutto il resto.
    Aggiungiamo la pasta che abbiamo scelto e serviamo ben caldo, aggiungendo formaggio grattugiato a piacere.
Dall'orto alla tavola....BUON APPETITO!


Minestra con i Tenerumi (e la Cucuzzedda)